Metafisica e antropologia nella dottrina kantiana del carattere

Riccardo Martinelli

Resumen


Il presente lavoro considera le tesi kantiane sul carattere esposte nella prima Critica e nell’Antropologia pragmatica. Il problema filosofico principale sollevato dal concetto di carattere è quello della sua controversa mutabilità: noi ereditiamo un carattere invariabile, oppure l’educazione o altri fattori possono influenzarlo? La risposta di Kant, altamente complessa, coinvolge la metafisica e l’antropologia. La prima afferma che il carattere è la regola dell’azione causale, che altrimenti sarebbe casuale e imprevedibile. La seconda stabilisce che il carattere non è né ereditario e immutabile, né influenzabile dall’educazione. Kant pensa invece a una improvvisa rivoluzione che conduce alla formazione del carattere morale. Grazie allo studio del carattere empirico dell’uomo, considerato senz’altro come essere libero, l’antropologia indirizza pragmaticamente la ricerca al miglioramento dell’essere umano, dal singolo alla specie.


Palabras clave


Carattere; Terza antinomia; Antropologia pragmatica; Caratteristica antropologica; Schleiermacher

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DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.1299542

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ISSN: 2386-7655

URL: http://con-textoskantianos.net

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